Chi sono

Mi chiamo Riccardo Vastarelli e ho 17 anni. Fin da quando ero più piccolo sono un grande appassionato (per non dire malato) di calcio ed ora sogno di diventare il futuro Direttore Sportivo di una società di Serie A.

Alle elementari collezionavo ogni anno centinaia di figurine Panini, imparando età, nazionalità e altre caratteristiche di tutti i calciatori che trovavo nei pacchetti (dal primo all’ultimo), per poi riempire la testa di mio padre e mio nonno di queste informazioni di discutibile utilità.

Alle medie giocavo sempre a Fifa, modalità carriera. Per chi non lo sapesse, in questa modalità si diventa allenatori di una squadra a propria scelta, con la possibilità di gestirne il mercato (a sinistra, un’immagine del gioco che vede protagonista Unai Emery). Tutti i miei amici sceglievano di allenare il Real Madrid o il Barcellona, spendendo centinaia di milioni per acquistare Mbappé o altri giocatori tra i più forti d’Europa. Io, invece, inspiegabilmente (dal loro punto di vista), allenavo squadre di medio-bassa classifica, vendendo i calciatori più forti per comprarne altri poco più che maggiorenni, spendendo poco, ma, soprattutto, sperando che, almeno in quella carriera immaginaria, potessero crescere e diventare grandi campioni.

Ora che sono al liceo prendo all’asta del Fantacalcio giocatori quasi sconosciuti dai miei amici, descrivendoli come fenomeni nascenti, per poi arrivare a fine anno lontano dal podio ma con l’orgoglio di poter dire che i miei colpi hanno di gran lunga superato le aspettative dei miei avversari. Intanto, mia madre vorrebbe bandirmi dal salotto per il numero impensabile di partite che guardo ogni weekend, monopolizzando televisione e divano, mentre mio padre e mio nonno contiuano a sorbirsi le mie massime calcistiche con interesse, ma spesso senza conoscere i calciatori di cui sto parlando.