Come mai Kylian Mbappé, uno dei giocatori più forti al mondo, se non il più forte attualmente, viene raffigurato in vesti da dittatore militare in un meme che negli ultimi tempi è più virale dei suoi gol?

Il campione francese, fin da giovane, si è distinto per l’inarrestabile fusione tra tecnica e atletismo, ma soprattutto per personalità e ostinazione. Spesso ho l’impressione che, in certi momenti della partita, Mbappé decida che è giunta l’ora di segnare. A quel punto, con un misto di arroganza e convinzione, punta dritto verso la porta e non si ferma finché la palla non oltrepassa il portiere, senza lasciare ai difensori avversari la possibilità di fermarlo nemmeno commettendo fallo.

Negli anni, però, il suo carisma e la sua caparbietà sono diventati un fenomeno controverso fuori dal campo più che un fattore aggiunto in partita. Le squadre in cui gioca Mbappé vengono plasmate o trasformate in modo da mettere il francese nelle migliori condizioni possibili. Kylian deve essere il protagonista: fuoriclasse come Vinicus Jr. vengono messi in discussione se non gli passano la palla in area di rigore e campioni del calibro di Jude Bellingham sono costretti a fare il doppio del lavoro sporco per sopperire all’astensione del francese dalla fase difensiva. In altre parole, le società, scegliendo di dare priorità alle volontà di Mbappé, è come se lasciassero a quest’ultimo il comando. Tali comportamenti nel mondo del calcio, sommati ad eventi della vita privata di Kylian (ovvero una visita in Camerun, in cui fu accolto come un sovrano, e una querela ad un venditore di kebab che aveva dato il suo nome ad un panino, ironizzando sull’aspetto del calciatore), hanno dato luce all’attualmente viralissimo meme del “Dittatore Mbappé”.

Ma facciamo un passo in dietro

Nel 2018, Mbappé a soli 19 anni vince un Mondiale con la Francia (segnando 4 gol e rivelandosi indispensabile per passare alcune fasi), mentre il Psg investe 175 milioni di euro per portarlo a Parigi. Iniziando in quegli anni la parabola discendente di Ronaldo e Messi, i due extraterrestri che avevano dominato il calcio per un decennio, il giovane attaccante francese sembrava il predestinato ad ascendere sul loro trono.

Non puoi vincere da solo, nemmeno se sei il più forte

Passano 4 anni, e, incredibilmente, l’occasione della consacrazione per Kylian arriva con la finale della stessa competizione (la più importante per il calcio) che lo aveva fatto conoscere a tutto il mondo e che aveva convinto Al-Khelaifi a spendere quasi 200 milioni di euro per averlo nel suo club. Mbappé, tra Russia 2018 e Quatar 2022, aveva trascorso stagioni molto prolifiche dal punto di vista realizzativo, ma non era mai stato protagonista indiscusso sul tetto d’Europa, non avendo mai vinto un Pallone d’oro. In quella finale contro l’Argentina, invece, arrivava da capocannoniere del mondiale e trascinatore incontrastato della propria nazionale ed è lì che mette in gioco quella che, probabilmente, resterà nella storia come la miglior prestazione individuale mai vista, segnando 3 gol e riportando in parità per 2 volte una partita già persa. Ai rigori, però, la Francia perde, e Messi non lascia il trono a Kylian, che verrà per sempre ricordato per quell’impresa da solista, che però non è bastata ad incoronarlo perché, anche se sei il più forte, nel calcio non si può vincere da soli.

Un re senza trono

Sono passati altri 4 anni da quell’indimenticabile prestazione, in molti continuano a ritenerlo il giocatore più forte del mondo, ma i trofei nella bacheca di Mbappé sono rimasti quasi invariati. Intanto, sul trono di miglior giocatore al mondo si sono seduti tanti altri prima di lui. Due stagioni fa, il francese si è trasferito al Real Madrid (il club più vincente della storia); sembrava che Florentino Perez avesse messo in piedi un’armata (già fortissima avendo vinto l’ultima Champions League) resa invincibile dalla guida del nuovo “Dittatore Mbappé”. Trofei, però, non ne sono più arrivati e il francese, più che vittorie, sembrerebbe aver portato scompiglio nello spogliatoio. Intanto, da quando Kylian ha lasciato Parigi, il Psg ha vinto 2 Champions League in 2 anni (le prime 2 nella storia del club parigino). Di conseguenza, tutti iniziano a pensare che avere Mbappé in squadra sia quasi più un problema che un beneficio, e il dilagare del meme critico sul suo carattere dittatoriale ne è la prova.

Il confronto con il proprio idolo

Per tanti aspetti, dalle caratteristiche tecniche alla personalità carismatica e ostinata, Mbappé non può che ricordare quello che era il suo idolo da bambino e che re del calcio lo è stato per diversi anni: Cristiano Ronaldo. Dal mio punto di vista, però, quello che manca al francese per raggiungere il portoghese, e non più ricordarlo solamente, è la fiducia dei propri compagni. Caratterialmente, infatti, forse CR7 era ancor più dittatoriale di Mbappé (basti pensare a Benzema, che al fianco del portoghese sembrava un semplice gregario, per poi diventare Pallone d’oro dopo l’addio di Cristiano al Real). Tutti i compagni di Ronaldo, dal più forte alla riserva, in campo sarebbero morti per lui, sapendo che avrebbe ricompensato i loro sforzi portando a casa la vittoria. Probabilmente, i compagni di Mbappé non ripongono in lui la medesima fiducia, dato che, nonostante il francese abbia numeri incredibili, si è dimostrato incostante in lunghe competizioni e mai disponibile ad aiutare la squadra anche con il sacrificio. Se l’atteggiamento di Kylian non dovesse cambiare, a malincuore prevedo che continuerà ad essere un semplice dittatore e mai un condottiero capace di trainare un esercito. E il trono per cui sembrava un predestinato dovrà aspettarlo ancora.


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